I minori subiscono un abuso psicologico in presenza di conflitto tra i genitori. Questa violenza psicologica e' grave sia che i figli assistano direttamente al conflitto, sia che ne vengano coinvolti osservando gli effetti della guerra sui genitori, sia quando subiscono una campagna denigratoria di un genitore nei confronti dell'altro.
Proprio nei casi in cui i genitori avrebbero maggior necessita' di un aiuto esterno, emerge l'assenza di chi possa fornire aiuto adeguato. Anche i minori non sanno che fare ne a chi rivolgersi. La via giudiziale sembra essere la soluzione, che invece innesca un conflitto di proporzioni ancora maggiori, perche' i legali perdono completamente di vista il benessere psichico dei minori, che e' diretta conseguenza del benessere psichico dei genitori e della loro capacita' di relazionarsi in modo dialogante e comprensivo.
La via giuridica si concentra sugli aspetti squisitamente materiali, dimenticando che la famiglia e' fondata ed ha compiti fondamentali di educazione dei minori che sono spirituali, culturali, di relazione e che pertanto riguardano essenzialmente la psiche.
Quando esiste una distanza tra le visioni dei due genitori e manca il dialogo necessario per ricomporre il conflitto, la separazione non risolve il conflitto.
Per risolvere il conflitto e' necessario uno sforzo, per stimolare il dialogo e la relazione, assumendo la prospettiva del bambino come elemento di socializzazione dei genitori.
La guerra giuridica innescata dagli avvocati, procede in direzione diametralmente opposta, secondo il principio della massima contrapposizione, distruggendo l'avversario con ogni per ottenere dei vantaggi. Si attua allora un mobbing genitoriale, finalizzato alla distruzione di un genitore per escluderlo e per metterlo in condizioni di inferiorita' tali da non poter piu' reagire.
Questo e' il mobbing genitoriale.
Se ne e' parlato al convegno

Adattamento e psicopatologia familiare nella separazione coniugale
MOBBING GENITORIALE: CONVEGNO AILAS SULLA SEPARAZIONE GENITORIALE